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Panarello
Panarello

Panarello: una dolce storia genovese

Quando sono a Genova mi succede ormai raramente di passare per via Carso, quella strada che dalla stazione di partenza del Trenino di Casella sale al Righi sul versante della Val Bisagno.

Ma quando ero più giovane quella strada un po’ secondaria e ombrosa di alberi faceva parte di uno dei miei percorsi preferiti. Quelli che permettevano di salire a vagabondare, da solo o in compagnia, tra il verde e i panorami del Parco delle Mura.

Era quasi inevitabile, salendo o scendendo lungo via Carso, allargare le narici e respirare a pieni polmoni i dolci profumi che uscivano dallo stabilimento della Panarello, appena sotto alla strada.

Panarello… si potrebbe dire “basta la parola” e per tanti genovesi è proprio così.

Ma ad apprezzare la pasticceria artigianale di qualità, sia fresca che confezionata, non sono solo i genovesi.

Quindi magari qualche parola in più la si può pure spendere…

Panarello, qualità dal 1885

La storia che andiamo a narrare inizia centotrentasei anni fa, nel 1885, e nel sito aziendale si legge che “ha l’impalpabile dolcezza dello zucchero a velo”.

L’eroe fondatore si chiamava Francesco Panarello ed era, diciassettenne, prima garzone e poi capo laboratorio in una bottega di pasticceria in via Porta d’Archi nel centro di Genova (non c’era ancora via XX Settembre).

Il ragazzo ebbe un’idea per migliorare il più tradizionale dolce genovese, il pandolce, arricchendolo di burro, zucchero e frutta can

Panarello a Milano

dita.

Fu un successo: le vendite salirono se non proprio alle stelle, o quasi.

I latini dicevano “audentes fortuna iuvat”, la fortuna aiuta chi osa. E avendo osato Francesco Panarello, la fortuna lo aiutò permettendogli di rilevare l’attività in cui lavorava.

Così che poté dare inizio alla società che porta il suo nome, gestita oggi dalla quarta generazione dei suoi discendenti che portano nel XXI secolo la tradizione, la ricerca attenta delle materie prime pregiate e il rispetto per una lavorazione lenta e attenta.

I momenti salienti della storia di Panarello potremmo riassumerli così: nel 1923 Francesco acquista un innovativo forno elettrico e inizia ad aprire suoi negozi (negozi monomarca, si direbbe adesso).

Nel 1930 apre un laboratorio in salita Santa Maria della Sanità, in Circonvallazione a Monte e aiutato dai figli “sbarca” a Milano con un laboratorio e un negozio, per far conoscere nella capitale economica d’Italia ciò che sanno fare i genovesi quando non navigano e non commerciano.

Dopo i gravi danni subiti durante la guerra sia a Genova sia a Milano, negli anni Cinquanta si ricostruisce e si riprende l’attività, con nuovi negozi in entrambe le città.

Negozio Panarello

Nel 1960 Francesco Panarello muore ma agli undici figli lascia un’eredità solida e di gran valore.

Nel decennio successivo gli eredi proseguono l’attività e siccome i loro biscotti del Lagaccio e i loro pandolci sono richiestissimi, decidono di venderli anche in negozi “esterni”.

Tra il 1999 e il 2020 vengono aperti nuovi negozi, a Genova, a Chiavari, a Rapallo e a Milano. Nel 2014 viene messa in commercio la linea GraNò di prodotti senza glutine realizzati in un nuovo stabilimento di Sassello interamente dedicato alla produzione “gluten free”.

Mentre durante i recentissimi anni – e la pandemia in questo senso ha dato una mano – la Panarello si lancia nel commercio online e nella consegna a domicilio (i professionisti preferiscono dire “e-commerce” e “home delivery”, ma è la stessa cosa) per la pasticceria fresca a Genova e a Milano.

Canestrelli Panarello

E quali sono le chicche della pasticceria Panarello?

Perché, ci sono delle non-chicche? Non credo proprio. Comunque un breve e incompleto riassunto dei prodotti disponibili potrebbe comprendere alcuni “classicissimi” come i già menzionati pandolce genovese e i biscotti del Lagaccio.

Insieme ai canesterelli, alla colomba pasquale e alla mitica Torta Panarello, brevettata e inclusa nell’Atlante Regionale dei Prodotti tradizionali della Regione Liguria. E altri ancora…

Pasticceria Panarello

Peraltro i pasticceri Panarello realizzano anche torte “ad personam”, torte personalizzate su ordinazione per ogni tipo di occasione conviviale e speciale in cui è gradito un momento dolce.

Oggi la “famiglia” Panarello (che è iscritta al Registro delle Imprese Storiche) comprende un totale di sei pasticcerie caffetterie a Milano, cinque a Genova e due nel Tigullio.

Senza dimenticare lo spaccio aziendale presso il laboratorio di via Carso, al Righi.

www.panarello.com

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Info Gianni Dall'Aglio

Genovese, per ragioni familiari divido (anzi, raddoppio) la mia vita tra Genova e Sanremo. Dopo la laurea in Geologia ho lavorato all’Università di Genova ma da più di vent'anni collaboro con case editrici locali e nazionali come autore di libri, guide, articoli su turismo, storia, arte e scienze; sono Direttore Responsabile del Gazzettino Sampierdarenese, socio del Club per l'UNESCO di Sanremo e delegato regionale del FAI, Fondo Ambiente Italiano. La mia famiglia comprende anche cinque gatti e un numero quasi incommensurabile di alberi di bosco e piante da giardino.

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