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Salone Nautico di Genova: alcune cose da migliorare per l’edizione del 2022.

Gli slogan erano tutti veri: “il Salone della ripartenza dopo quello della resilienza“, “La nautica anche quest’anno ha il suo punto fermo“, “Il Salone più bello del mondo con investimenti importanti per l’edizione 2022“.

Gente tanta, fin dal primo giorno. File abbastanza ordinate, espositori, stampa e visitatori.

E’ stato più complicato accedere a Piazzale Kennedy dalla strada, malgrado i tanti ausiliari del traffico, perché comunque devi fare il giro dell’oca fra le strisce pedonali.

Poi arrivi alla coda vera propria: tutti in fila per il controllo del Green Pass, poi l’accredito per la stampa e finalmente si entra.

Istituzioni presenti alla cerimonia d’apertura del 61° Salone Nautico di Genova

Il giorno dell’apertura c’è stata la cerimonia inaugurale con tutte le istituzioni presenti.

Arrivo alla terrazza, esibisco il pass e mi dicono che no, ci vuole la conferma via mail della partecipazione alla cerimonia. O la mail si è persa nell’etere, o non è stata proprio inviata, fatto sta che ho assistito alla cerimonia in piedi e, per il tentativo di girare qualche video decente, adesso mi ritrovo con il collo allungato di qualche centimetro. E il video per nulla decente…

Ne è valsa la pena, però: il momento dell’alzabandiera è stato toccante e gli interventi, fatta eccezione per qualcuno davvero troppo prolisso, sono stati interessanti.

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Congedati sindaco, governatore e ministro, riesco a scambiare due battute con Renzo Rosso che il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha nominato Delegato dell’Associazione per Eccellenza, Bellezza e Gusto dei Marchi Italiani.

Sorriso aperto e sguardo vivace, Renzo Rosso esordisce così: E’ bello sapere quanto sia importante l’industria della nautica per il nostro Paese. Va ricordato che più del 50% degli over 24 metri viene prodotto in Italia. Grazie all’incarico del Presidente Bonomi sto scoprendo tante piccole realtà che neppure immaginavo. L’Italia è bella ed io spero di poterla far emergere perché è un paese unico e speciale. Se riusciamo davvero, poi, a fare cose anche sostenibili – tutti ne parlano, ma bisogna agire – se riusciamo davvero a fare questo, l’Italia può essere un paese unico al mondo.

Renzo Rosso

Saluto e ringrazio Renzo Rosso che conosce il senso della comunicazione e della disponibilità.

Non si può dire altrettanto dei politici presenti, o almeno, non di tutti.

Vale la pena ricordare a questi signori – che tali sono prima di essere sindaci, presidenti ed onorevoli – che queste occasioni pubbliche sono una gran bella vetrina, ovvio, ma che è loro preciso dovere e non solo piacere comunicare con giornalisti e cittadini, quei cittadini che hanno deciso di metterli lì.

Sembrano ricordarselo solo in campagna elettorale. Poi, una volta eletti, ti concedono micro interviste e talvolta scappano a gambe levate verso il prossimo bagno di folla.

A questo punto mi avvio verso gli stand, mi sono fatta una lista delle aziende liguri presenti al Salone e cerco di partire da queste.

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Certo che l’accoglienza ligure è la solita anche presso certi stand: ti presenti, chiedi se desiderano girare una breve videointervista e niente, scatta subito la difesa: “No no, grazie, ci mancherebbe. Siamo qui, ma in realtà” “In realtà cosa?” – chiedo gentilmente – “Siete per caso in incognito?

Insomma, la butto sull’ironia, ben sapendo che è un terreno davvero insidioso a Genova e dintorni. “Ma no, non siamo in incognito! Se vuole che le racconti chi siamo, volentieri.

Bisogna sempre provare a buttare giù la porta della diffidenza con i Liguri. E una volta che ci sei riuscito, la strada è tutta in discesa.

Ho trovato stand con persone gentilissime fin dal primo istante, disponibili nel raccontarsi ed orgogliose di prendere parte al Salone. Meno cortesi alcune hostess che, peraltro, non sapevano indicarti una beata cippa lippa.

Diciamo che girare il Salone da persona normale e non da Vip è un po’ diverso.

La coda al bar era piuttosto impegnativa ed i prezzi dei piatti non proprio competitivi.

Dodici euro per trofie al pesto o pansoti mi sono sembrati eccessivi, soprattutto considerando che potevi sì mangiare, ma in piedi o sui gradoni della struttura. Prezzi poco in linea con una fiera.

Certo che se ti compri il 24 metri non ci sono problemi di sorta, anche perché vai alla sala Vip e bevi champagne.

Comunque, tutti contenti con il green pass all’entrata e poi, se volevi accomodarti all’aperto – le foto raccontano bene la situazione- c’erano veri e propri assembramenti.

E pensare che il Presidente Toti alla cerimonia inaugurale ha ringraziato tutti per aver raggiunto un numero considerevole di vaccinazioni perché “il vaccino sì che è uno strumento di libertà”.

Ma allora anche l’organizzazione degli spazi fruibili doveva andare nella direzione della sicurezza e non dell’assembramento.

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espositori liguri Salone Nautico
Salone Nautico di Genova 2021

Per l’anno prossimo occorrono più spazi all’aperto: la sala stampa solo al coperto non è sufficiente. E i posti non bastavano per tutti.

Mi sono posizionata fronte yacht per scrivere, anche se la connessione non funzionava benissimo, ma perlomeno non ero al chiuso con persone appiccicate. Va bene che eravamo tutti con la mascherina, però è anche vero che all’aperto è meglio, circola aria e si sta più distanziati.

Peccato non aver previsto delle postazioni all’aperto e magari un piccolo servizio di ristoro. Per poter bere un po’ d’acqua ho dovuto aspettare ore perché se mi allontanavo per raggiungere il bar al piano di sotto dovevo togliere pc e strumenti di lavoro e poi non avrei più trovato posto per scrivere.

Insomma, credo che sarebbe da migliorare la visita al Salone per i clienti diciamo normali.

“Non è possibile, sono in coda da 15 minuti per un caffè – sbotta Luca da Milano – e le persone non rispettano il distanziamento. Anche se indossiamo la mascherina, non mi fa piacere sostare così tanto tempo al chiuso per un caffè.

Come dargli torto? “E poi ho chiesto una bottiglietta d’acqua fresca, ma mi hanno rifilato acqua praticamente calda perché messa in frigo da pochi minuti. Lo so che possono sembrare cose di secondaria importanza, ma qui si cammina per chilometri, almeno poter bere dell’acqua fresca!”. Che dire? E’ capitata la stessa cosa anche a me.

Poi arrivi alle toilette, anche qui dopo aver camminato per un po’ a seconda dello stand presso il quale eri posizionato.

Toilette mediamente sporche e spesso senza carta igienica e senza sapone per lavarsi le mani! Diciamo che per 18 euro almeno i servizi essenziali, a maggior ragione in tempi di Covid, andrebbero garantiti.

Mega Yacht Amer

La vera consolazione, però, è arrivata con la visita dei gozzi, degli yacht e dei superyacht.

Già da fuori ti prende un mezzo accidente nell’intravedere la camera da letto e le cantinette piene di bottiglie! Figuriamoci dentro!

Qui l’organizzazione mi è sembrata decisamente migliore: su prenotazione potevi accedere alla visita della super barca! Senza fare nomi, posso dire che erano una più bella dell’altra.

Però ho fame, a questo punto, dopo svariati chilometri, ho proprio fame. E niente, la coda al bar non è diminuita e l’area all’aperto è strapiena.

Cartello “Uscita”

Decido di uscire per andare in un bar zona fiera. Mi si palesa un cartellone con la scritta Uscita.

Bene, ci siamo. Ah no, non ho letto il seguito “Non è più possibile rientrare”.

Accidenti, qui funziona al contrario “Lasciate ogni speranza voi che uscite”. Chiedo alla polizia locale che mi conferma che, se oltrepasso le transenne poi non posso più rientrare.

 

Faccio presente la situazione cibo, il fatto che sono le ore 15 e che quindi la necessità di bere e mangiare – ma in sicurezza – si è fatta pressante, ma niente, inamovibili.

“Mi spiace, se esce non può più rientrare”. Mi dicono che è per non dover ricontrollare il green pass all’entrata e che si andrebbe ad aumentare ulteriormente il tempo di entrata degli altri visitatori.

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Perfetto! Predisporre una fila apposita per il rientro dei visitatori? No, ad oggi non è possibile.

A questo punto decido di posticipare ulteriormente l’ora del pranzo merenda e mi avvio a ripassare presso alcuni stand per i saluti finali.

Le interviste sono state soddisfacenti e mi sono parsi tutti contenti della visibilità ottenuta.

fine salone nautico
Salone Nautico

A questo punto non ci resta che aspettare il Salone 2022, con aree più vaste, parcheggi più numerosi ed un’organizzazione, mi auguro, più attenta ai visitatori e alla loro permanenza in Salone.

Ora posso uscire. Speriamo di non essermi dimenticata nulla, che altrimenti non posso più rientrare!

Foto: Liguria.Today
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