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Villa Oliva a Nervi
Villa Oliva a Nervi

La maledizione e l’abbandono di Villa Oliva a Nervi

Cartolina di violenza e abbandono spedita dal paradiso.

È questa la sensazione che percepiscono i residenti e i turisti che passeggiano a Nervi. Lo scenario meraviglioso del mare e i parchi cambia con la parte iniziale del Viale delle Palme, un impatto che ha il sapore della casa degli orrori.

La colpa è il degrado in cui versa l’antica dimora di fronte all’uscita della stazione.

Si tratta di Villa Oliva, storica residenza simbolo dei fasti nerviesi e oggi testimonianza di un declino.

Dall’abbandono della villa da parte dei proprietari, i problemi di incuria arrivarono a metà anni Novanta, ma una maledizione sembra contrassegnare la dimora. Una maledizione fatta di litigi, discussioni e controversie per l’eredità.

La storica dimora diventa così un rifugio per i senzatetto o per i vandali che imbrattano le mura. Ma questa non è solo una storia di degrado.

È una storia di paura, abbandono e insieme ai senzatetto i nuovi inquilini diventano i topi.

Quando passeggi in un angolo di pianeta meraviglioso come Nervi, arriva un soffio nero dentro il cuore e lo sguardo sul paradiso si popola di demoni dispettosi che diventano spettri di negligenza.

Gli anni passano, la situazione peggiora e il declino non si è arrestato, accelerando. Quest’estate ho notato alcuni stranieri che strabuzzavano gli occhi di fronte al degrado di Villa Oliva fatto fi alberi abbattuti, recinzioni divelte e cornicioni crollati.

Mi sono sentito in dovere di fermarli, accoglierli con un sorriso e raccontare loro le bellezze di questa città. Insieme alle sue contraddizioni.

E mentre lo facevo, sentivo le voci di tutti fantasmi che hanno vissuto tra quelle mura e mi ringraziavano per render loro, anche minimamente, giustizia.

Intanto continuo ad auspicare che qualche governante passi ai fatti concreti.

Immagine di Copertina: Il Nerviese.it

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Info Francesco Crisanti

Docente di lettere e storico dell'arte, ma anche collezionista di dischi, libri e fumetti. Ha pubblicato: "Un capolavoro senza tempo. La Basilica di San Piero a Grado", una guida sull'Abbazia di Borzone oltre ad un testo di narrativa per ragazzi intitolato "Ventitré" e ha un cassetto pieno di nuovi progetti, testi e idee che non vedranno mai la luce o forse sì... ci penseremo domani.

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