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Salone Nautico

Salone Nautico: il giro di boa alla fine della stagione diportistica

Il Salone Nautico di Genova

Con l’appena conclusa 61° edizione del Salone Nautico di Genova, si chiude anche la stagione diportistica 2021. E si sancisce, per così dire, un giro di boa, un bilancio dell’anno nautico appena trascorso e l’inizio di una nuova fase per le attività legate al settore.

Come per ogni salone nautico, anche quest’ultimo non ha mancato di rappresentare, seppur non nella sua totalità (il salone nautico rappresenta in maniera marcata l’industria cantieristica più che la totalità del cluster marittimo ndr.), un termometro circa lo stato di salute del settore il quale, è bene sottolinearlo, ha ben retto gli effetti e le conseguenti chiusure date dalla pandemia di Covid-19.

Guardando i numeri, l’edizione del salone nautico appena conclusasi ha registrato un’aumento del 30% del numero di visitatori, rispetto alla passata edizione, con 93.000 presenze all’attivo.

Restando sulla tematica dei bilanci, le stagioni 2020 e 2021 hanno anche fatto registrare un oggettivo dato in controtendenza, rispetto al comparto del turismo che ha grandemente sofferto le chiusure sanitarie, vedendo molto attive le imprese specializzate nel charter e nella locazione di unità da diporto.

Attività queste che, nel loro complesso, sono risultate tra le poche a rappresentare una soluzione percorribile e di compromesso, per chi cercava un minimo di “protezione” sul profilo sanitario nonché una valida opzione in termini di mete ove passare le proprie ferie.

Il giro di boa

Per quanto ogni salone nautico possa rappresentare un termometro del mercato, un periodo di bilanci e, perché no, anche un momento di riflessione, rappresenta senz’altro e allo stesso tempo, anche la conclusione – e l’avvio – di una nuova fase ciclica delle attività che operatori, armatori e proprietari vivono di anno in anno.

In questo senso, seppur l’approssimarsi della stagione autunnale ed invernale non può certo prestarsi efficacemente quale periodo favorevole alla navigazione da diporto, questa non può di certo essere definita come una fase sterile o di inattività.

Dalle attività di rimessaggio, ai lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione, passando alle attività certificative o alle pratiche amministrative in genere (cambi bandiera, compravendite, ecc.), il periodo invernale è senz’altro fonte di operatività e perfino di opportunità.

Infatti, e tra le altre cose, il periodo preso in esame ben si presta alla compravendita dell’usato (ad esempio molte unità possono essere visitate e periziate già a secco ndr.) ove, consuetudinariamente, i prezzi e le trattative possono anche subire sensibili o moderate variazioni rispetto ai periodi tipici della bella stagione.

A questo si potrebbe aggiungere una più accurata pianificazione delle varie attività che, viceversa rispetto ai periodi suddetti, possono essere svolte limitando i colli di bottiglia, e dunque i ritardi, dati dal voler perfezionare all’ultimo momento le varie incombenze.

Altresì, ed in parte per le stesse motivazioni addotte fino ad ora, questo periodo dell’anno è anche molto indicato per gli operatori (o aspiranti tali) che intendano costituire o migliorare/implementare la propria struttura aziendale in riferimento all’utilizzo commerciale delle unità da diporto, nicchia questa tutt’altro che trascurabile.

Dunque, se una stagione è arrivata al giro di boa, un’altra si avvia, e questa si può certamente sfruttare, seppur nelle sue varie sfumature e declinazioni, in un’opportunità più che nella totale passività.

Nel prossimo articolo parleremo di utilizzo commerciale delle unità da diporto, cercando di sviscerarne le criticità, le opportunità ed vantaggi.

Daniele Motta

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Info Daniele Motta

Classe 1990. E' un Perito e Consulente Navale, riconosciuto SCMS, FEMAS, AIPAM e Ruolo Periti ed Esperti, sia in Italia che all'Estero. Divulgatore e docente specializzato nelle tematiche dell’economia marittima e della normativa applicata al lavoro marittimo, navigazione e assicurazioni marittime. Ha collaborato nella stesura di vari commentari normativi applicati alle normative nazionali, tenendo spesso interventi specialistici in materia navale anche per testate non specializzate. Dal 2015 collabora con varie testate di rilevanza nazionale specializzate nella nautica.

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