Caos M5S
Teoria del caos - Image by Gerd Altmann from Pixabay

Caos M5S: tutte le teorie iniziano da Grillo…

Ci risiamo. Il nostro Beppe nazionale aveva a suo tempo dichiarato di “essere il caos”, e su questo si deve dire che è perfettamente coerente.

In Liguria ci siamo abituati, tra il caos dei vaccini, tra quello delle varie movida (non si dice né movide né movidas, le parole estere diventate comuni in italiano non si mettono al plurale), tra i lavori nelle gallerie da e per Genova che hanno reso un incubo la rete autostradale.

Ma questo caos che parte da Genova, si sta irradiando in tutto il territorio nazionale.

Una miccia pronta a far implodere o esplodere il Movimento 5 Stelle e le possibili direzioni dell’attuale governo, che, in quanto a meltingpot, è già abbastanza caotico senza interventi esterni.

E qui da noi stanno già accadendo cose strane: l’ex consigliera regionale Alice Salvatore, fuoriuscita dal movimento lo scorso anno con una sigla involontariamente comica “Il Buonsenso”, si è già schierata con Grillo, facendo presagire un suo possibile rientro, e destando ulteriore ansia e preoccupazione tra quelli che avevano salutato il suo commiato con un sospiro di sollievo.

La pasionaria ha definito il modello di Conte “democristiano e sinistroide”. Un altro ossimoro, a prima vista, ma non ci si deve meravigliare, fa parte del caos. Potrebbe anche aver ragione, per la parte democristiana farisaica, leggendo le dichiarazioni del deputato genovese Sergio Battelli riportate dal Secolo XIX “È un momento molto complesso, penso sia difficile ritrovare una pace duratura. Forse è arrivata l’ora di dare una direzione chiara al Movimento”. Di una saggezza cerchiobottista, che ricorda le pillole di saggezza buonista di Pippi Calzelunghe, e tale che nemmeno monsieur De La Palisse avrebbe potuto esprimere meglio.

Più chiaro Roberto Traversi, genovese di adozione, che critica Grillo e plaude a Conte.

Tranchant il ligure Mattia Crucioli, già espulso dai 5S per non aver votato il governo Draghi, per decisione del capo politico “facente funzione” (ma che cosa vorrà dire questa precisazione è un mistero doloroso più che gaudioso) Vito Crimi, che ora duella con Grillo per il voto sì voto no sulla piattaforma Rousseau.

Come nel caso del brutto autogol sulla difesa del figlio Ciro, esempio di arrogante maschilismo, che ha prodotto stupore e caos tra le stupefatte sue sostenitrici, l’uomo di Sant’Ilario, forse ormai stanco, si presenta come “papà” (sono parole sue) del Movimento.

Ma c’è genitore e genitore.

Come quelli che durante la partita Borzoli – Genova Calcio di qualche settimana fa, si sono detti di tutto, perché uno incitava il figlio a intervenire duro sull’avversario e il padre di questi stava per mettergli le mani addosso. I ragazzi sul campo di gioco, per fortuna, più intelligenti dei genitori, si sono fermati e hanno sospeso la partita.

Così se pure le stelle stanno a guardare come scriveva Archibald J. Cronin, la cosa più intelligente che può essere fatta qui da noi è stare a guardare, con un po’ di compatimento e di sana ironia queste povere vicende. Mentre altri problemi si affacciano all’orizzonte, dietro i nostri monti, come il probabile avvio della Gronda, un progetto che se e quando sarà completato, ovvero tra 10 anni secondo le stime, vedrà il traffico già cambiato. Meditiamo.

CAM

articolo scritto dalla redazione de La voce del Circolo Pertini 

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