Savona città sporca
Savona

Pil, Pif e Flop? Elezioni e pulizie d’autunno a Savona

Il post Covid di Savona tra problemi di pulizia stradale e morale in vista delle prossime elezioni

Stamattina sono scesa in centro – venti minuti a piedi da casa mia – per un po’ di commissioni del lunedì. Primo giorno senza mascherina all’aperto e già questo mi è parso strano. Una sensazione piacevole, quasi un regalo poter respirare liberamente dopo tanti mesi. Passeggiare da sola per la città mi è sempre piaciuto per osservare le case, le strade, le macchine parcheggiate, i dehors, le vetrine dei negozi. Ma vado al punto.

Savona è una città sporca, irrimediabilmente sporca e non sono qui per stabilire se fosse più o meno sporca cinque anni fa. Era sporca anche allora, ma adesso è, nel complesso, sicuramente peggiorata.

A me interessa capire se si può fare qualcosa e come. Genova è decisamente più pulita ed ha quasi dieci volte il numero di abitanti di Savona.

Naturale che alcune zone, soprattutto quelle centrali di Via XX Settembre, Piazza De Ferrari e Via Roma si mantengano meglio di altre, ma questo succede in qualsiasi centro cittadino rispetto agli angoli di periferia. A Savona no, non succede nemmeno questo. Le vie del centro sono sporche come quelle un po’ più in là…

Bidoni dell’immondizia straripanti che con il caldo producono un fetore insopportabile. Via Paleocapa, così come Via Manzoni e tante altre, incrostate dallo sporco stratificato dei piccioni.

 

nta a Savona
Spazzatura abbandonata per terra in una via di Savona

Sì, ogni tanto vedo anche le deiezioni canine e ho un sussulto perché questa città ha fatto sentire la sua voce quasi soltanto in occasione dell’ordinanza della Sindaca per ovviare al problema dello sporco dei cani.

Ordinanza sacrosanta, però che io debba camminare per la città con il sacchettino cum pupù del cane perché trovare un cestino è impresa ardua quanto trovare parcheggio, bè, francamente a me non fa piacere.

 

I piccioni e Via Paleocapa
I piccioni e la pavimentazione di Via Paleocapa

 

E’ altresì assurdo abbandonare il sacchettino in mezzo alla strada. Un controsenso poco intelligente, però potevate rendere più facile la vita a noi che abbiamo ed amiamo i nostri amici pelosi.

Vivere bene in una città è possibile grazie ad alcuni fattori chiave: qualità ed efficienza dei servizi, ricchezza pro capite, lavoro, cultura e tempo libero.

Il Covid ha ridisegnato completamente i nostri stili di vita e infatti Milano – fortemente colpita dal virus sotto ogni aspetto – ha lasciato il posto, come città con la migliore qualità della vita, a Bologna, e Genova ha registrato un bel balzo in avanti. Genova ha una dimensione più umana rispetto a Milano, ha il mare, il cibo, la cultura, tutte cose che peraltro anche Savona ha.

E allora? Allora se io arrivo in centro dopo le 9 non parcheggio – a pagamento, ovvio – nemmeno se prego in sanscrito.

E se sono costretta a parcheggiare in Piazza del Popolo, viene meno la comodità della macchina perché devo sfiancarmi la schiena per portare borse e borsette fino a casa.

Se mi addentro nelle viuzze del centro storico – Via Pia, Vico della Mandorla due su tutte – nelle ore calde il tanfo è realmente insopportabile. E vi garantisco che qui i quattrozampe non c’entrano nulla perché sono i due zampe che urinano indisturbati in città.

Che poi, dico io, che nel 2021 non ci sia la possibilità di toilette pubbliche, anche a pagamento, mi pare davvero assurdo. E’ vero che sugli Champs Elysees spendi – due euro due – per la toilette, ma li spendi in un bagno pulito, profumato, con tutto il necessario annesso e connesso. Va bè dai, è Parigi, troppo facile. Allora andiamo a Cortona, città d’arte in provincia di Arezzo con 21.000 anime circa. Non ci crederete, ma ci sono almeno 5 bagni pubblici nel centro che è davvero piccolo.

Da noi, invece, gli ultimi in Piazza del Popolo li hanno chiusi parecchio tempo fa, però potete sempre andare in stazione, un euro et voilà.

E, se come me avete il capolinea dell’autobus sotto casa, oltre al rumore del riscaldamento in inverno e dell’aria condizionata in estate, potete ammirare i conducenti che utilizzano l’aiuola come bagno privato…

Ma basta con le toilette, consoliamoci con i negozi. Ammesso che non ci sia scaduto il parcheggio perché in quel caso dobbiamo correre ad aggiungere altri soldini che le diligenti guardie svizzere non concedono neppure il quarto d’ora accademico!

E vagli tu a spiegare che c’era la coda dal panettiere e dal fruttivendolo perché gli ingressi sono, giustamente, contingentati. I negozi, quelli rimasti, sono spesso vuoti, fatto salvo per le “catene” che in parte resistono.

Il lockdown ha insegnato anche ai meno tecnologici a fare acquisti online e ora è in parte difficile tornare indietro.

Questo perché, se da una parte è vero che bisogna prediligere i negozi locali, dall’altra è innegabile il sostanzioso risparmio di tempo e denaro che i vari colossi dell’e-commerce ci garantiscono.

I negozi di un centro cittadino vanno, a mio avviso, riprogettati. Vado in un negozio se oltre al bene di consumo che mi serve posso trovare altro, ovvero un servizio ed un intrattenimento che online non ci sono.

La nuova frontiera del negozio è il concept shop che unisce un’esperienza multisensoriale modulabile in base alle proprie esigenze e al tempo a disposizione. Ma quel che è certo è che anche per soli dieci minuti dovrete sentirvi accolti come a casa con gentilezza, cortesia e professionalità. E questo a Savona, in alcuni negozi, spiace – ma è doveroso dirlo – non accade e non ci sono crisi Covid o incentivi che tengano.

Occorre una strategia di marketing dedicata al cliente che, conviene ricordarlo, ha talmente tante altre opzioni di acquisto che, se non si sente trattato in modo adeguato, diserterà inevitabilmente il negozio prima adocchiato per lo shopping.

Mi accorgo di aver messo giù un bel po’ di argomenti partendo dal mio giro in centro città, ma vedo anche, rileggendo, che sono strettamente collegati tra loro.

La campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco è già partita e ho letto cose interessanti, ma sempre sui massimi sistemi.

Ormai sappiamo che Pil e Pif sono due indici che possono andare a braccetto, ma non necessariamente dove ci sono più soldi e più risorse le persone vivono meglio e più felici.

Stare bene in un posto è la somma di molteplici fattori.

Viaggio spesso in treno e trovo francamente assurdo che la stazione di Savona non abbia un parcheggio dove poter lasciare la macchina, non ti dico sul binario, ma quanto meno vicino all’ingresso della stazione.

Un altro esempio? Mentre scrivo ho già provato da due settimane a contattare gli uffici ASL2 per prenotare lo screening mammografico: 24 telefonate a vuoto,  sempre irrimediabilmente occupato. Vi pare un servizio che funziona?

Ho già ricevuto un po’ di materiale elettorale peraltro inviato in maniera fredda ed anonima.

La quasi assente comunicazione con i cittadini da parte della Giunta uscente è stata una mancanza imperdonabile che spero non si ripeterà.

Ecco, mi piacerebbe in questa occasione essere io ad invitare i rappresentanti politici dei vari schieramenti ad un confronto con un cittadino che ogni giorno, senza nessun trattamento di favore, senza autista, senza posti riservati, senza conoscenze in Comune per gli appuntamenti e quant’altro, deve far fronte ai piccoli grandi fastidiosi contrattempi quotidiani della sua città.

Inutile parlare di commercio e artigianato laddove gli affitti non calano. Le persone perdono il lavoro e te lo scordi che si vanno a comprare la brocca in ceramica dipinta a mano.

Inutile insistere con la Smart City, argomento che mi appassiona e sul quale ritornerò perché i risvolti sono realmente interessanti. Se poi non riesco a posteggiare la macchina per prendere un treno o per fare la spesa: non ci vedo nulla di smart…

Si vive bene e si aumenta il Pif di una città se la vita quotidiana può scorrere serenamente grazie all’efficienza dei servizi offerti.

Si vive bene e si aumenta il Pif di una città se pago il parcheggio, ma poi passeggio per strade pulite e ben tenute. Si vive bene e si aumenta il Pif di una città se si progetta una passeggiata con criteri sensati di fruibilità e senza togliere parcheggi già scarsi.

Si vive bene e si aumenta il Pif di una città se i rappresentanti politici conoscono veramente le problematiche – macro e micro – dei cittadini che vogliono governare e provano realmente a cambiare in meglio la loro vita.

Troppo comodo presentare i soliti spot elettorali seduti dietro una scrivania e con il bagno in ufficio…

 

Copertina: Foto di Rosella Schiesaro
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Info Rosella Schiesaro

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Nata a Savona, di origini toscane, Rosella Schiesaro ha svolto per più di vent'anni attività di ufficio stampa e relazioni esterne per televisioni, aziende e privati. Cura per Liguria.Today la rubrica Il diario di Tourette dove affronta argomenti di attualità e realizza interviste sotto un personalissimo punto di vista e con uno stile molto diretto e libero. Da sempre appassionata studiosa di Giorgio Caproni, si è laureata con il massimo dei voti con la tesi “Giorgio Caproni: dalla percezione sensoriale del mondo all’estrema solitudine interiore”. In occasione dei centodieci anni dalla nascita del poeta, ci accompagna In viaggio con Giorgio Caproni alla scoperta delle sue poesie più significative attraverso un percorso di lettura assolutamente inedito e coinvolgente.

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