vorrei essere Fedez
Fedez

Io vorrei tanto essere Fedez!

Sì sì, avete capito bene. Vorrei essere Fedez.

Ma non per la musica – anche se mi piace assai – e neppure per i tatuaggi che se voglio me li faccio pure io. E neanche perché è sposato con la Chiaretta Ferragni che è brava, bella e trasforma in oro tutto quel che tocca, ma non è il mio tipo.

Io vorrei essere Fedez perché, come lui stesso ha candidamente dichiarato, è un privilegiato, nel senso che se ha potuto smascherare i subdoli controlli dei vertici Rai in occasione del suo criticatissimo discorso al concerto del primo maggio. E lo ha potuto fare perché ha le spalle – e il culo – parati. Lo hanno querelato? Fosse la prima volta…I fans gli hanno pure inviato un bellissimo attestato di “uomo più querelato al mondo”.

Ma lui può metterci la faccia – direi che di successo ne ha da vendere e da regalare – e pure i soldi, parliamoci chiaro, per pagarsi i migliori avvocati sulla piazza.

E allora che cosa c’entro io che vorrei essere Fedez?

Io c’entro come c’entrano tante altre persone che in certe situazioni devono abbassare il capo, cucirsi la bocca e buttare giù qualche boccone amaro che altrimenti altro che strada in salita, la strada te la eliminano direttamente da sotto i piedi.

Tanti anni fa lavoravo in una multinazionale e un giorno la mia capa mi dice di buttare giù il mio curriculum per un incarico interno. Detto, fatto, glielo consegno e mi sento dire: “Guarda che è per un colloquio interno,  non serve mica che tu ci metta la laurea, io mica l’ho messa“.

Ho sfoderato un sorriso a 850 denti e con calma le ho detto: “Certo che non ce l’hai messa la laurea, la laurea non ce l’hai. Ma io sì e il curriculum è un documento ufficiale dove nulla può essere aggiunto od omesso a proprio piacimento.” Ecco, io lì ero Fedez: avevo le spalle e il culo parati. Sapevo di essere nel giusto e sapevo di poter affrontare la mia capa, a differenza di altri miei colleghi che “tenevano famiglia” e che, quindi, ingoiavano per andare avanti.

Poi la capa, o meglio la capetta, me l’ha fatta pagare lo stesso, ma questa è un’altra storia e comunque ho vinto io…

Già, non vi ho ancora detto perché oggi vorrei essere Fedez. Perchè ho visto e vedo in giro – su Instagram, su Facebook e sui vari social – personaggi che non sono esattamente quello che fanno credere di essere.

Potrei cominciare con il direttore del personale, con i cantanti famosi, passare per l’organizzatore di eventi, arrivare allo scrittore e al critico letterario. Vi assicuro che a parte il direttore del personale, gli altri sono tutti personaggi arcinoti che predicano bene, razzolano male e provano a fotterti – in senso letterale e figurato – che tanto tu dall’altra parte mica puoi sputtanarli che mani man ti becchi una querela e devi poi vendere anche i servizi belli dell’Ikea per fare cassa e pagarti gli avvocati.

Morale della favola io non sono Fedez.

La maggior parte di voi non è Fedez e quindi io lo ringrazio Fedez perché lui è la voce di chi deve stare zitto e buono per motivi più che validi. Il resto della liason con la Rai la conosceremo meglio più avanti, gli avvocati faranno il loro dovere. Grazie Fedez!

P.S. A chi prova a dirmi che ho scritto il pezzo perché così magari Fedez mi regala i suoi smaltini… Sciallatevi che io uso chili di rossetto, ma niente smalto.

 

Copertina: The Guardian
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Info Rosella Schiesaro

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Nata a Savona, di origini toscane, Rosella Schiesaro ha svolto per più di vent'anni attività di ufficio stampa e relazioni esterne per televisioni, aziende e privati. Cura per Liguria.Today la rubrica Il diario di Tourette dove affronta argomenti di attualità e realizza interviste sotto un personalissimo punto di vista e con uno stile molto diretto e libero. Da sempre appassionata studiosa di Giorgio Caproni, si è laureata con il massimo dei voti con la tesi “Giorgio Caproni: dalla percezione sensoriale del mondo all’estrema solitudine interiore”. In occasione dei centodieci anni dalla nascita del poeta, ci accompagna In viaggio con Giorgio Caproni alla scoperta delle sue poesie più significative attraverso un percorso di lettura assolutamente inedito e coinvolgente.

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