Anselmo Cachorro paragrafi 8 e 9
In copertina Saverio Rampin, senza titolo, 1990

Anselmo Cachorro, paragrafi 8 & 9

Il primo che accorse fu il nuovo autista. Il secondo il postino, e il terzo un sergente. Dietro di loro accorsero gli altri. Inclusi donne e bambini, tranne un uomo elegante dalla candida testa e il bastone d’avorio. Che andò alla pompa dell’acqua per inumidire il foulard, e rinfrescandosi il collo guardava a nord, nella direzione opposta a quella dove la sciatta elargiva menzogne. In mezzo al variegato cerchio di autista passeggeri e postino, dato che il sergente si defilò inosservato per entrare nel capanno dalla porticina sul retro, dopo averla forzata senza rumore né scasso. Così che la fanciulla e la zoppa, impalate a guardare la sciatta dalla solita soglia, non si avvidero di lui mentre osservava ogni cosa a passi piccoli e scaltri che assorbivano gli scricchiolii delle assi. E sotto la lamiera ondulata che tratteneva il respiro per coprirlo alle spalle, il sergente osservò per ultimo il buco nella pelle di Anselmo Cachorro. Prima di uscire sbattendo la porticina sul retro, e rimanere in ascolto delle due donne sorprese dal colpo. La fanciulla e la zoppa si voltarono insieme. Ma appena dentro il capanno, la zoppa che aveva olfatto di bestia tappò la bocca alla fanciulla spaurita, oltre a impedirle di muoversi ancora. Il sergente auscultò quel silenzio e sorrise. Poi andò inosservato alla pompa dell’acqua, e rinfrescandosi il collo anche lui riferì a testa candida. Che sorrise come aveva sorriso il sergente dietro al capanno, mentre impartiva il suo nuovo ordine. Fu così che il postino e l’autista distesero Anselmo Cachorro nella corriera dirottata a GUANTALCO. Dove il chirurgo che estrasse il proiettile sussurrò, se arrivava in orario sarebbe morto. Poi suturò il buco e uscì dalla cella. E quando Anselmo Cachorro riaprì finalmente i suoi occhi, vedendo il soffitto di legno pensò di trovarsi a pancia in giù nel capanno. Allora tentò di girarsi al cielo di lamiera ondulata, ma il dolore glielo impediva ogni volta. Finché caparbio com’era non fece leva su un gomito, e col viso affondato nel cuscino diceva sei tu? Sei tu? Perché non respiri? Ti prego respira, non sarai mica morto? Dai cagnolino, se no quella donna mi spara domani mattina. Hai sentito anche tu cos’ha detto prima di chiuderci a chiave. Il piantone riferì l’accaduto al chirurgo. Il chirurgo al sergente. Il sergente a testa candida, e testa candida a chi di dovere. Trascorsi tre giorni e tre notti, testa candida andò da Anselmo Cachorro col cane cieco e pauroso al guinzaglio. Sei vivo, esclamò saltando giù dalla branda. Poiché guariva altrettanto alla svelta di come imparava. E mentre il cane lo annusava contento, domandò a testa candida perché mi tenete in prigione? Per salvarti la vita, rispose. Per quanto tempo? È appena scaduto, te ne puoi pure andare. Insieme al cane? Domandò Anselmo Cachorro. Lo tengo io, sorrise augurandogli sorte col suo bastone.

Quel tocco leggero d’avorio lo ammutolì. Per questo non riuscì a chiedergli della fanciulla e la sciatta. E dopo che il piantone gli consegnò i suoi effetti personali, Anselmo Cachorro uscì di prigione senza sapere in che paese si trovasse. Siamo a GUANTALCO, rispose un uomo pensandoci qualche secondo. Forse confuso dalla domanda così semplice e ovvia. GUANTALCO? Si disse Anselmo Cachorro. La nonna aveva un’amica a GUANTALCO. Mi ricordo benissimo il disegno che fece della sua casa, e la mappa per arrivarci partendo da dietro il mercato. Chissà se è ancora viva. Quasi quasi vado a cercarla. Così domandò a un altro passante come arrivare al mercato. E quando fu lì si mise subito in cerca della statua di SANTO PORCINO. Il cui dito proteso indicava la via lunga e stretta che doveva imboccare. Anselmo Cachorro la percorse parlando dentro di sé con l’amatissima nonna defunta. Sino a fermarsi davanti a un negozio di spezie, alla cui destra, secondo la mappa, doveva esserci quello di stoffe. E tra le spezie e le stoffe l’altra via da percorrere. Ma il negozio di stoffe non c’era, e Anselmo Cachorro proseguì nella via lunga e stretta. In fondo alla quale trovò un negozio di stoffe e uno di spezie senza alcuna via da imboccare. Allora ritornò indietro. Entrò nel precedente negozio di spezie e domandò se in passato, anziché il ferramenta, c’era un negozio di stoffe. Vendono chiodi da quando son nato, rispose il commesso che aveva sì e no quindici anni. Anselmo Cachorro lo domandò al ferramenta, e siccome gli annuì imboccò quella via col naso all’insù. Per cercare la vergine che teneva in braccio il bambino. Ma la via appena imboccata si chiamava VIA DELLE NICCHIE, e di vergini con in braccio il bambino ne contò dieci. Tre le scartò perché di fronte non c’erano vie da percorrere. Altre due perché stavano sul lato opposto rispetto alla mappa. Delle cinque rimaste non sapeva a quale affidarsi. Allora camminò su e giù nella via in cerca del segno che rivelasse la vergine giusta. Però non lo trovava, e a forza di scrutare aveva gli occhi in fico. Così abbassò lo sguardo. Indeciso se desistere oppure continuare. E intanto che pensava, la campana di una chiesa rintoccò le dodici. Il sole era più alto in cielo, e scivolando giù dai tetti illuminava appieno tutta la via. Cachorro sentì caldo sulla testa. Proprio lì dove lo toccò l’avorio. Ci posò sopra una mano, e di riflesso al braccio si alzò pure lo sguardo. È lei la vergine segnata, si disse mettendo bene a fuoco l’antica crepa del suo orecchio. Poi le voltò le spalle, fece un bel respiro, e imboccò la via in cerca di una bestia.

Leggi Anselmo Cachorro, paragrafi 6 & 7

Leggi Anselmo Cachorro, paragrafi 10 & 11

Condividi su
Spazi pubblicitari Liguria.Today

Info Roberto Baghino

Avatar photo
Scrittore e organizzatore di eventi culturali. Tra le sue pubblicazioni Il sipario di Maissa(2004), Virginia (2006), Atti lunici(2008), Storie di cani (2019). Tra i testi teatrali rappresentati Il sesso di Igor (2007), Puntura (2008). Con Davide Barabino ha realizzato i cortometraggi Scheria(2008), Ecco (2008). Fondatore e redattore della rivista cultura Il Cormorano dal 2000 al 2006.

Lascia un commento

Liguria.Today