Modella troppo magra: spot bloccato

Modella troppo magra: una pubblicità di un noto brand viene vietata

La scelta di una modella troppo magra, protagonista di una pubblicità di un famoso marchio italiano, ha portato a un drastico provvedimento. Il blocco arriva dalla Gran Bretagna.

 

Magra in modo malsano. Questa la ragione che ha portato al blocco di uno spot di moda. Una pubblicità in cui a destare preoccupazioni è la modella protagonista. La sua forma fisica ha colpito al tal punto da portare a una drastica decisione. La misura arriva dalla Gran Bretagna.   

Lo spot in questione è stato realizzato dall’agenzia italiana di moda di Max Mara. Per l‘Advertising Standards Authority, l’ente istituito per regolare l’industria pubblicitaria inglese, la magrezza della modella è preoccupante. In particolare a far risaltare l’inesistenza delle sue forme è stata la scelta di fotografarla di lato. 

Questa angolazione non ha fatto altro che aumentare la percezione delle ossa sporgenti che spuntano dall’abito.

 

Modella troppo magra, spot vietato: riemerge il desiderio di abbattere i rigidi canoni della moda

 

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Sono state tre le denunce in merito allo spot di Max Mara. Motivo per cui l’Authority ha deciso di bloccarlo. La pubblicità inerente la linea SportMax era stata inserita nel supplemento moda domenicale del Sunday Times dello scorso 28 febbraio.

“Riteniamo che la modella appaia sottopeso e dunque abbiamo concluso che fosse irresponsabile additare ad esempio. Abbiamo chiesto a Max Mara di utilizzare solo immagine congrue nelle sue campagne pubblicitarie”, il commento dell’istituto britannico. 

La nota casa italiana ha replicato affermando di non aver avuto l’intento di promuovere l’eccessiva magrezza. Il suo obiettivo nella realizzazione della pubblicità era quello di puntare sulla raffinatezza e lo stile degli capi.

 

Il tema dell’eccessiva magrezza delle modelle è sempre attuale. Nel 2006 la Camera Nazionale della moda aveva firmato un codice anti-anoressia, prevedendo che le modelle dovessero avere un peso proporzionato alla loro altezza. Tuttavia ragazze sottopeso continuano a sfilare per le passerelle. Lo scorso anno durante una presentazione di Gucci una modella taglia 34 aveva riacceso i riflettori sulla questione. Una questione molto delicata soprattutto per i più giovani. Il rischio è che la magrezza eccessiva venga percepita come qualcosa di cool e interpretata come modello da copiare

 

Proprio per combattere il perfezionismo e i canoni dell’eccessiva magrezza imposti dal sistema moda nasce il body positive. Si tratta di un movimento politico e sociale diffuso su scala globale che è volto a promuovere messaggi positivi sull’esteriorità. Il suo mantra è che ogni corpo ha valore. Il suo obiettivo spingere all’auto accettazione della propria fisicità. In particolare questo movimento si è diffuso grazie ai social. 

 

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Grazie a campagne di sensibilizzazione e a molti influencer è sempre più conosciuto. Che riuscirà a raggiungere anche il comparto della moda permettendo di superare i canoni rigidi imposti nella scelta delle modelle? 

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Info Virginia Grozio

Classe 1990, sono laureata in Informazione, editoria e giornalismo presso l'Università degli Studi di Genova. Dopo il mio percorso di studi ho intrapreso la strada del giornalismo, collaborando con testate cartacee e online. Grande appassionata di moda e tematiche sociali, mi sono specializzata negli anni nel filone del green fashion. Ho organizzato eventi nell’ambito e mi sono occupata della comunicazione digitale per svariate realtà. Eclettica e piena di idee, da sempre credo nell'importanza di inseguire i propri sogni.

Un commento

  1. Che noia, speriamo che blocchino anche quelle sovrappeso almeno

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