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Via Redipuglia
disegno di Martina Musio

Via Redipuglia: in mezzo alla Morte, una rosa bianca…

Ricordo un pomeriggio a casa di Germano Beringheli. Circondati da libri e da quadri, tra cui un bianco nonché bucherellato Fontana, stavamo verificando alcuni testi da pubblicare sulla rivista Il Cormorano di cui era da poco direttore.

L’ultimo testo che leggemmo era di Carlo Sini, si intitolava Il silenzio e la parola, e trattava anche dei tre sogni di Cartesio. I famosi sogni “salvifici” grazie ai quali il filosofo trovò il fondamento della nuova scienza. Non da sveglio, col lavoro della ragione, e cioè con la penna e la carta in mano, ma quando fece silenzio abbandonandosi al sonno. Come a dire che non sempre il sonno della ragione genera mostri, anzi, “quando tace e sogna la ragione può diventare più potente”.

Ebbene, leggendo questa frase di Carlo Sini Beringheli sorrise. Io pensai che sorridesse proprio per quelle parole, invece no. Gli era venuto in mente un aneddoto di quando lavorava ancora per un quotidiano genovese.

Lo sai mi disse, che anni fa un collega appena assunto scrisse Via Re di Puglia anziché Redipuglia?

Il giorno stesso che uscì l’articolo telefonò in redazione una signora indignata sbraitando “dite a quell’asino di giornalista che non è mai esistito il regno di Puglia”.

Ora, io non so per quale strana associazione Beringheli mi raccontò questo aneddoto. Però mi sentii molto vicino a quell’asino di giornalista. Perché pur sapendo scrivere Redipuglia in modo corretto, non ne conoscevo l’origine né la valenza. Così, finito il lavoro con Beringheli andai subito a documentarmi, scoprendo che il giornalista ignorante, anche se inconsciamente, non aveva poi tutti i torti.

Nel senso che Redipuglia è una specie di grande prua di quello sterminato regno che è la Morte.

Uno dei sacrari militari più importanti d’Europa, popolato da un’immensità di Caduti della prima guerra mondiale – massacro raccontato tra gli altri da Ferdinand Celine.

Ma scoprii anche che a Redipuglia è sepolta un’unica donna – una fanciulla, giovane volontaria e appassionata crocerossina, che dopo avere schivato bombe e proiettili cadde ghermita dalla Spagnola contratta tra i feriti. Margherita Kaiser Parodi se ne sta lì, in questo gigantesco ossario maschile, come una rosa bianca simbolo di amore candido e spirituale.

Chissà se l’associazione di Beringheli scaturì proprio dalla tela bianca di Fontana appesa sopra le nostre teste.

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Info Roberto Baghino

Scrittore e organizzatore di eventi culturali. Tra le sue pubblicazioni Il sipario di Maissa(2004), Virginia (2006), Atti lunici(2008), Storie di cani (2019). Tra i testi teatrali rappresentati Il sesso di Igor (2007), Puntura (2008). Con Davide Barabino ha realizzato i cortometraggi Scheria(2008), Ecco (2008). Fondatore e redattore della rivista cultura Il Cormorano dal 2000 al 2006.

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