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ragazze suicide Genova

Genova: proseguono le indagini sulle due ragazze morte lunedì notte

Proseguono le indagini per le morti delle due giovani ragazze che si sono tolte la vita a Genova nella notte tra il 12 e il 13 aprile.

Apparentemente i due incidenti non sembrerebbero collegati tra loro, ma è presto escludere la pista del web. Il sostituto procuratore Barbara Grosso ha infatti aperto un fascicolo per istigazione al suicidio.

Questo consentirà di dare seguito al sequestro di telefoni cellulari e pc delle ragazze per tentare di capire il tragico gesto.

Le ragazze coinvolte, rispettivamente di 14 e 21 anni, si sono lanciate nel vuoto nel cuore della notte, senza un apparente motivo.

Le tragedie si sono verificate in via Orgiero e in Corso Gastaldi. E nonostante l’immediato l’intervento del 118, ogni tentativo di soccorso è apparso fin da subito vano.

Gli inquirenti stanno indagando quale potrebbe essere il movente dietro un tale gesto. E se i due casi possano in qualche modo essere collegati tra loro. Tra le ipotesi in esame, anche una pista che rimanda al web.

Ma oltre a considerare i pericoli della Rete, non si può escludere il profondo disagio che gli adolescenti e i giovani stanno vivendo da un anno a questa parte.

È presto per trarre conclusioni ma sono episodi che dovrebbero porre l’attenzione sulla situazione psicologica che gli adolescenti sono costretti a vivere.

Un allarme che era stato già evidenziato in precedenza

dalla Dott.ssa Tiziana Paolillo procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Genova (qui articolo completo).

Ai minori la pandemia, da un lato, ha tolto praticamente tutto: andare a scuola, fare sport, vedere i propri amici, giocare all’aria aperta, andare dai nonni e dall’altro, paradossalmente, ha dato troppo: internet, mura domestiche, solitudine.

Ha accentuato la disuguaglianza tra chi ha mezzi materiali, umani e culturali da poter far svolgere ai propri figli quel surrogato di scuola che è la DAD e chi questi mezzi non ce li ha; tra chi ha una cameretta, una casa da poter mostrare alla maestra durante le lezioni on line e chi non ce l’ha; tra chi ha comunque qualcuno che gli prepara un pranzo e chi invece quel pranzo (a volte l’unico) lo faceva solamente alla mensa scolastica, tra chi ha necessità di avere un sostegno per seguire le lezioni, per eseguire i compiti, chi non può stare solo davanti ad uno schermo e chi tutte queste necessità non ha.”

foto di copertina: genovatoday
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