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Liguria: finalmente i saldi! E i negozianti sperano nella ripresa

Eccoli finalmente, i tanto attesi saldi di fine stagione! In tutta la Liguria, partono oggi i saldi invernali e i negozi si preparano ad accogliere fiduciosi gli affezionati clienti che, causa Covid, mancavano ormai da tempo.

Dopo mesi difficili di lunga attesa, i commercianti tornano ad esporre nelle vetrine i cartellini con la scritta “Saldi” che – in tempi normali – richiamano frotte di clienti amanti dello shopping.

Con la speranza che, anche in tempi di pandemia, la voglia di ritorno ad una pseudo normalità invogli le persone a concedersi qualche ora di distrazione e di auto-gratificazione tra gli scaffali dei negozi e le dolci attenzioni dei preparatissimi commessi.

Foto degli anni ’60 di Olmeda tratta dalla pagina Facebook del negozio

Prima giornata di saldi in Liguria

In questa prima giornata di saldi in Liguria, noi di Liguria.today abbiamo intervistato il signor Enrico Olmeda, proprietario dell’omonimo storico negozio genovese di abbigliamento e jeanseria sito in Via Borgoratti 8r, per sapere da lui cosa si aspetta da questi saldi 2021.

Sig. Olmeda, oggi è il primo giorno di saldi in Liguria. Li stavate aspettando con ansia?

Non solo li stavamo aspettando ma ci speriamo tantissimo.

Altre regioni italiane hanno deciso di lasciare invariato il periodo di inizio saldi, mentre qui in Liguria, con le varie Associazioni di categoria, si è preferito optare per uno slittamento a causa della pandemia.

Ora che finalmente ci siamo, ci vogliamo credere davvero tanto in questi saldi.

Se facciamo il paragone tra gli incassi di gennaio dell’anno scorso e quello di quest’anno – pur essendo due anni di per sé difficilmente paragonabili – c’è una differenza evidente.

Infatti, adesso, noi tendiamo a valutare i dati su base trimestrale e non più mensile. Anche perché con i vari slittamenti dei saldi, prima estivi e adesso invernali, diventa difficile paragonare i numeri delle due annate.

Con questi saldi speriamo di riuscire, non tanto a ottenere quanto fatto l’anno scorso, ma quanto meno quello che serve a far quadrare i conti.

A questo punto la domanda sorge spontanea: com’è andato per voi il 2020, tra chiusura forzata e dpcm vari?

Pur non essendo una delle categorie che se la passa peggio, è innegabile che anche il settore dell’abbigliamento abbia risentito molto della pandemia.

Il periodo del lockdown per noi è stato particolarmente duro ed eravamo tutti abbastanza pessimisti su come sarebbe andato il resto del 2020.

Ma una volta riavuta la possibilità di uscire, la gente ha cominciato a tornare. A fase alterne, andando un po’ a sciamare, ma un piccolo flusso – soprattutto d’estate – c’è stato.

Poi la pandemia è tornata con la seconda ondata, e allora sono arrivati i vari dpcm a demotivare un po’ per le persone.

Motivo per il quale il Natale non è stato un Natale: la gente non aveva voglia di comprare e fare regali perché, con l’obbligo di restare a casa, non avrebbe avuto poi l’occasione per scambiarli.

E’ stato un anno davvero difficile. Per cercare di far fronte alla nuova situazione ci siamo dovuti rimboccare le maniche.

E per cercare di andare incontro alle persone abbiamo attivato dei servizi nuovi che – dobbiamo dirlo – sono stati parecchio apprezzati.

Che tipo di servizi?

Intanto ci siamo fatti vedere di più sui social network, perché abbiamo capito che comunicando su questi canali potevamo arrivare in modo diretto alla nostra clientela, che così poteva contattarci facilmente per qualsiasi necessità.

Poi abbiamo iniziato a fare consegne a domicilio e a fissare appuntamenti privati in negozio.

Può spiegarci meglio?

Noi già facevamo consegne a domicilio nel caso di capi acquistati e poi adattati su misura da parte clienti che – abitando lontano – non erano proprio comodi a tornare in negozio una volta completato l’acquisto.

Ma nei mesi successivi al lockdown, abbiamo allargato questo servizio mettendoci a disposizione anche di quei clienti che – per paura o per impossibilità – non potevano venire fisicamente in negozio.

Tramite una video chiamata al nostro numero Whatsapp, il cliente poteva “entrare in negozio” con noi e scegliere il proprio capo d’abbigliamento.

Le nostre commesse lo accompagnavano tra gli scaffali mostrandogli la merce in vendita, descrivendogliela, e rispondendo alle varie domande e curiosità.

Dopodiché effettuavamo la consegna direttamente al domicilio della persona. In caso di qualunque problema, poi, andavamo anche a ritirarla.

Inoltre, ci siamo messi a disposizione anche per appuntamenti privati. Così, se una persona voleva essere sicura di essere l’unico cliente presente in negozio poteva venire in totale tranquillità e sicurezza.

Cosa sperate per questo 2021?

Per questo 2021 la nostra speranza risiede nei vaccini.

Ci rendiamo conto che la strada sarà lunga, e che molto probabilmente anche quest’anno sarà sulla falsa riga del 2020, ma se riusciamo a procedere quanto più velocemente possibile, le cose dovrebbero tornare quanto prima alla normalità.

Fare previsioni, comunque, ad oggi rimane difficile. La sola cosa che possiamo fare è cercare di sopravvivere e tenere duro.

Chiara Biffoni

Immagine di copertina: Telenord

 

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