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crociera costa smeralda

E la nave va: il ricordo di una splendida crociera in era Covid

Nel DPCM di novembre, che ha individuato le zone gialle, arancio e rosse, era previsto lo stop alle crociere italiane.

Entro l’8 novembre gli armatori (Costa e Msc) avrebbero dovuto sbarcare tutti i passeggeri e interrompere la programmazione appena riavviata all’inizio di ottobre.

Poi, però, un esame attento della situazione e delle misure adottate a bordo e a terra, ha salvato le partenze. Anche se per salvare il settore, ci vorrà ancora molto tempo.

Per una settimana, in ottobre, noi di Liguria.Today siamo stati dentro una “bolla protetta” in mezzo al mare.

Una crociera di 8 giorni nel Mediterraneo, anzi nel Tirreno. Passeggeri normali che hanno usufruito di una tariffa ultra promozionale. Passeggeri paganti normali e non ospitati per scrivere.

Siamo stati a bordo della Costa Smeralda, dal 18 al 24 ottobre.

La nave è bellissima. Elegante. Spaziosa. Sfarzosa, ma non pacchiana. Un ottimo gusto italiano. Arredi di grande design, con pezzi storici raccolti addirittura in un museo del design italiano degli ultimi 50 anni.

Inizia la crociera: tra mille attenzioni e tanta gentilezza

A Savona, all’imbarco è stato tutto gradevole e scorrevole.

Consegnate le valige – poi ritrovate in cabina –  ci hanno misurato la febbre. Non avendone ci hanno fatto passare in una sala di attesa.

Qui, dopo pochi minuti, ci hanno fatto il tampone molecolare. Mentre attendavamo l’esito, arrivato 50 minuti dopo, abbiamo sostato in una sala con camerieri che ci servivano delle bibite.

Risultati negativi al Covid, abbiamo  consegnato  i documenti e indossato il ciondolo di plastica che ci hanno dato al momento dell’imbarco. Un’equivalente di “immuni” per il tracciamento dei tuoi contatti a bordo obbligatorio per tutta la durata della permanenza sulla nave.

Una volta a bordo avevamo un un ristorante a disposizione, la cabina già pronta, e un’orchestrina che suonava in segno di benvenuto.

Una crociera in periodo Covid a tratti surreale.

Eravamo forse in 700, su una nave pensata per più di 5.000. Più personale che passeggeri. Tutti gentilissimi, giovanissimi, asiatici.

Qualche volta forse sembravano timorosi del futuro; di dover tornare in anticipo nella periferia di Manila, ed interrompere  il “sogno” di mandare uno stipendio a casa.

Il servizio di ristorazione  si è rivelato come sempre ottimo. I ristoranti qui “non chiudono alle 18”. Però si sono dovuti eliminare, per questioni di sicurezza sanitaria, il servizio a buffet e le tovaglie.

Surreale è stato assistere ad uno spettacolo nel jazz bar “Quelli della notte” che vedeva i musicisti suonare imperterriti di fronte ad un pubblico mancante e a camerieri in attesa di clienti fantasma che continuano a pulire e ad asciugare bicchieri mai usati per tenersi impegnati.

Gli spettacoli alla sera non mancavano: spettacoli intelligenti e di ottimo livello, spostati dal grande teatro “Sanremo”, allo  spazio circolare “Colosseo”, vero cuore della vita sociale  al centro della nave sul quale si affacciano tre ponti della nave.

E’ stato eliminato quasi completamente lo scritto sulla carta. Ogni cosa si può consultare sul proprio telefonino, e sugli schermi presenti a bordo: dai menù ai programmi di crociera.

Ma per chi è testardamente “novecentesco” arriva sempre comunque un aiuto formato cartaceo (con regole di protezione e distruzione quasi eccessive).

Nei porti si scende soltanto per un’escursione organizzata.

Quello di questa crociera è stato un itinerario piuttosto strano, prettamente tirrenico. Chi lo desiderava ha potuto fare delle escursioni organizzate alle 5 Terre, a Pisa, a Firenze, ai Nuraghi, all’Etna, a Taormina, a Napoli, a Roma, e infine a Genova.

Per quanto ci riguarda, invece, non possiamo dire di aver fatto delle vere e proprie escursioni.

Più che altro ci siamo accontentati dei panorami che vedevamo dal mare: il Golfo dei Poeti, le Bocche di Bonifacio, le isole Eolie, il Golfo di Napoli. E dai porti di sosta: Savona, La Spezia, Cagliari, Messina, Napoli, Civitavecchia.

Quello della Costa Smeralda è stato un itinerario completamente italiano, pensato forse più per un pubblico straniero che nostrano. Ma gli stranieri, si sa, di questi tempi non possono arrivare.

Perché non rimanere nella “bolla iper-protetta”?

Negli ultimi giorni di crociera ha cominciato a venirci una idea fissa: perché non rimanere?

Le misure di prevenzione sono costanti, attente e non invadenti.

Si riesce a “disinfettarsi” in qualsiasi momento. La gentilezza di tutto l’equipaggio ti rende facile seguire tutte le regole.

Cabine, ristoranti, bar, spazi relax, verande, piscine, ponti sono sempre aperti ed eleganti, accessibili e facilmente fruibili. Si può praticare attività motoria (corsa) o restare sdraiato in totale isolamento, senza incorrere in nessuno.

Una vacanza ideale per chi ama fare vita da albergo o da crociera in totale sicurezza.

 

Alessandro Bariletti

 

Foto copertina: Costasmeralda.it
Foto articolo: Liguria Nautica e Travel Fanpage
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