primo giorno di scuola in Liguria

Primo giorno di scuola in Liguria: aspetti positivi e criticità

Dopo tanti dibattiti e tante incertezze finalmente si riparte. Questa mattina è ricominciata la scuola per i tanti bimbi e ragazzi liguri che, finalmente, riprendono la normale routine interrotta sei mesi fa a causa del Covid 19.

Riprende dunque la didattica in presenza, seppur con nuove regole da seguire. Probabilmente ci sarà qualche disagio in più rispetto agli anni scorsi, ma poter tornare a rivedere i compagni di classe e gli insegnanti dal vivo (e non più attraverso lo schermo di un computer) è comunque un’emozione per tutti.

Soprattutto per i più piccoli, che non vedevano l’ora di riprendere i loro zainetti e tornare a ridere con gli amichetti di sempre. E poco importa se quest’anno ci sono di mezzo mascherine, distanze da rispettare e gel disinfettanti. Nel bene o nel male, la scuola è sempre la scuola. Un luogo di aggregazione e socializzazione oltre che di apprendimento.

Ma com’è andato questo primo giorno di scuola in Liguria?

Noi di Liguria Today lo abbiamo chiesto a un’insegnante di scuola media del levante ligure.

Professoressa, com’è andato questo primo giorno?

P: “Benissimo. C’è stato da parte di tutti un grande entusiasmo per il rientro in classe. In modo particolare negli studenti che sembravano aver una gran voglia di parlare e comunicare tra loro. Ma anche nel personale docente l’emozione è stata tanta. Riprendere a fare lezione in classe è stato emozionante, anche se qualche preoccupazione comunque resta”.

Cosa, secondo lei, ha contribuito al successo di questo primo giorno di scuola?

P: “Sicuramente il grande sforzo compiuto da tutto il personale docente e dalla dirigente scolastica per assicurare una riapertura in totale sicurezza. C’è stata una grande collaborazione tra tutto il personale.  Per poter riaprire la scuola in tempo ci siamo ritrovati a svolgere mansioni anche non di nostra competenza – come ad esempio sanificazioni di bagni, sale computer, banchi, etc… – per sopperire alla mancanza dei collaboratori scolastici”. 

E quali sono state invece le prime difficoltà?

P: “Il problema più grande al momento è quello del personale docente mancante. Purtroppo ad oggi mancano ancora degli insegnanti, e questo ci ha costretti a ridurre l’orario delle lezioni per la prima settimana. Inoltre, abbiamo notato, un po’ di disattenzione da parte di alcune famiglie che, seppur contattate personalmente via e-mail dalla scuola, hanno dimenticato di firmare alcuni documenti necessari al rientro in classe come, ad esempio, l’autorizzazione all’uscita in autonomia del ragazzo o il Patto di corresponsabilità”.

(NdR: Purtroppo, a mancare non sono solo insegnanti e collaboratori scolastici. Ha fatto, infatti, discutere questa mattina il caso della scuola di Genova dove i bambini sono stati costretti a scrivere sulle sedie perché mancavano i banchi monoposto.)

Dal punto di vista accademico, invece, come sarà questo anno scolastico 2020-2021?

P: “Sarà un anno pieno di novità. Non abbiamo ancora avuto il tempo di definire i dettagli, ma pensiamo di sfruttare le competenze e le conoscenze apprese durante la didattica a distanza per integrare l’insegnamento in presenza. L’esperienza durante il lock down ci ha insegnato che la tecnologia può essere un valido supporto all’apprendimento”.

C.B.

Foto by: Il Riformista
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